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La giunta Ongaro

In attesa di giudicare sindaco e giunta sui fatti (finora non hanno prodotto nulla), alcune brevi considerazioni di carattere generale.
Per fortuna non  fanno parte della giunta alcuni “illustri” rappresentanti di Lega e PDL che ne erano in predicato (anche se cio’ ha provocato – pare – furibonde liti interne) e questo puo’ essere un merito del sindaco.

Pero’, malgrado Ongaro, subito dopo l’elezione, avesse dichiarato che manteneva a 6 il numero degli assessori, ha dovuto subito cedere perchè troppi erano gli appetiti da soddisfare. Ma vabbè, il cittadino non si accorgerà dei 10 mila euro di costi in piu’ che questa scelta comporta

Colpisce la scelta del sindaco di tenere per sè due referati importanti e impegnativi come la Cultura e i Servizi Sociali. Mentre sul primo aveva sempre dichiarato che lo avrebbe tenuto (ma “cedendolo di fatto alle associazioni, sono loro che fanno cultura” ha dichiarato – resta da vedere come metterà in pratica questo proposito) sul secondo è stata una sorpresa: forse non ha trovato nessuno disposto ad accollarsi un impegno cosi’ grosso? Non sarà facile dimenticare il lavoro di Laura Sartori, temo….

Sulle competenze di ciascuno, ripeto, attendiamo i fatti per giudicare. Anche se qualche perplessità nasce.
Di certo un brutto segnale è la scelta di non dimettersi da consiglieri e cosi’ 5 dei sette manterranno il doppio ruolo.
Segno evidente di scarsa fiducia. Infatti mentre il ruolo di consigliere è elettivo e quindi dura tutto il mandato, a meno di rinuncia dell’interessato, quello di assessore è su nomina del sindaco che, in qualunque momento, puo’ revocare.
In questa maniera, l’assessore-consigliere che venisse revocato dal sindaco, puo’ andare in consiglio comunale a ….. creare difficoltà (per usare un eufemismo). Si ricorda nel secondo mandato Del Pup il comportamento di Loris Zancai che, diventato l’ago della bilancia della traballante maggioranza e malgrado avesse garantito all’UDC che avrebbe votato la sfiducia, in cambio della nomina ad assessore ne ha garantito la sopravvivenza. Ma non si è dimesso da consigliere, se ne è guardato bene. Altrimenti lo avrebbero revocato subito..
Diciamo che è un modo per mantenere un equilibrio basato sulle minaccia! E’ un comportamento virtuoso? Ciascuno giudichi….

Desta anche stupore il divieto – attualmente dato agli assessori – di fare dichiarazioni. Parla (poco) solo il sindaco.
E’ vero che sono i primi passi, ma sono tutti segnali di scarsa fiducia…. Speriamo che le cose cambino presto, in meglio pero’!!

Un ultimo accenno al geom. Pasqualini, nominato assessore malgrado l’UDC – da sempre presente in consiglio – sia stato duramente punito dagli elettori.
Da quanto non è più dipendente del Comune di Cordenons ha aperto una “guerra” personale con il sindaco Mucignat per ….. non avergli confermato il ruolo di Posizione Organizzativa a vantaggio di un altro dipendente.
Ricordo che la nomina delle P.O. (Posizione Organizzativa, una sorta di dirigente) spetta al Sindaco…
Convinto di essere stato discriminato su un suo diritto, ha intrapreso una causa legale con dispendio di denaro sia suo sia, soprattutto, del comune di Cordenons.
Ebbene il Giudice del Lavoro – di norma favorevole al lavoratore piuttosto che al datore di lavoro – in questo caso lo ha nettamente “bocciato”  dando ragione alla scelta del Sindaco Mucignat.
Non contento, ha subito dichiarato che avrebbe fatto ricorso, segno che le sue motivazioni erano molto forti!
Ebbene, motivazioni subito messe da parte con rinuncia al ricorso, di fronte alla possibilità di fare l’assessore. Un comportamento un po’ anomalo, a mio avviso…
Probabilmente alla base di questa scelta incoerente (ma tanto, a chi importa la coerenza?) c’è il desiderio di essere utile ai cittadini con la sua esperienza. Credo non la prospettiva di portarsi a casa l’indennità piena da assessore. Spero proprio non ci sia il desiderio di rivalsa o vendetta….

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I costi della politica: Mucignat li ha ridotti per davvero!

Negli ultimi tempi, ai vari livelli, si parla tanto di riduzione dei costi della politica. Se andiamo a vedere i  programmi dei candidati sindaci a Cordenons, questo obiettivo non manca. Forse il problema, però, è che se ne parla tanto …… e basta!

Andiamo a vedere allora quello che si è fatto, così da poter distinguere le parole dai fatti!  

Cosa si intende per costi della politica? Le indennità di Sindaco e Assessori, le indennità ai Consiglieri per la partecipazione ai Consigli  Comunali e alle Commissioni, i rimborsi ai datori di lavoro per gli  Amministratori che svolgono lavoro dipendente.

 I costi totale del 2005 (ultimo anno pieno della gestione Del Pup) ammontarono a 217 mila euro. La media annua dei costi della gestione Mucignat ammonta a 175 mila euro. Significa un risparmio annuo di 42 mila euro e un risparmio dell’intero periodo di 210 mila euro circa.

Quindi, chi è che ha ridotto per davvero i costi??

Ma credo che sia interessante capire dove stanno i minori costi. Sostanzialmente su due voci, Sindaco e Assessori.

Del Pup costava 61 mila euro all’anno, Mucignat 41 mila euro:  20 mila euro secchi all’anno! Assessori: questa Giunta ha un assessore in meno della precedente e dei costi unitari piu’ bassi (perché ci sono meno professionisti): la differenza fanno altri 20 mila euro all’anno. Dati ineccepibili!!

 Ma non finisce qui!

Possiamo considerare costi “indiretti” della politica anche quelle scelte discrezionali sul Personale. E in questo caso mi riferisco alle Posizioni Organizzative (dette anche P.O.). Si tratta di Funzionari comunali che sono a capo di strutture organizzative complesse. Ebbene, Del Pup ne aveva nominate 12, Mucignat 5. Ogni P.O. ha una indennità massima di 10.300 euro, cui aggiungere un altro 35% di premio di risultato. Se consideriamo anche i contributi a carico dell’Ente, il costo massimo annuo supera i 18.000 euro/annui. Naturalmente l’Amministrazione può decidere di riconoscere indennità inferiori.

Ad ogni modo, il lettore capirà da solo la differenza tra avere 5 o 12 figure di questo tipo…..: sui 5 anni di gestione Mucignat i risparmi su questa voce sono stati di oltre 500 mila euro!!

Qualcuno potrà dire: “Ma servivano per far funzionare meglio il Comune!”.

Non è vero. Perché una struttura organizzativa con meno P.O. permette di capire meglio la struttura delle responsabilità e quindi governarla con più chiarezza.

Nessun Comune della nostra dimensione ha una sovrastruttura del genere. Sacile, per esempio, mi risulta ne abbia 5 o 6.  

Certo, si può immaginare che più P.O. si nominano, più dipendenti appagati ci saranno. Ma  non bisogna dimenticare che si amministrano soldi dei cittadini ed è a loro che bisogna render conto.

Ebbene, l’Amministrazione Mucignat ha conseguito questi risparmi reali e quindi h utilizzato meglio i soldi dei cittadini. Anche per questo credo meriti la conferma alle prossime elezioni del 15 e 16 maggio!

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